
Oggi parlare di ospitalità pet friendly non significa solo raggiungere una nicchia di mercato: significa estendere il concetto stesso di ospitalità.
Le persone che viaggiano con un cane e sempre più spesso anche con altri animali, non cercano un servizio in più, ma una risposta coerente e concreta al bisogno di sentirsi accolti tutti insieme.
La Pet Hospitality non è quindi una semplice leva di marketing.
È una strategia organizzata che migliora l’esperienza di tutti : fa sentire accolti gli ospiti con animali e gli animali stessi, non crea disagi e fa sentire a proprio agio gli ospiti senza animali presenti in struttura, rende più semplice il lavoro dello staff grazie all’applicazione di procedure dedicate.
Come ci raccontano Marta Corona (Quality Manager al Radisson Blu Hotel Bergamo ChorusLife) e Anna Barberini (Direttrice di BeVedetta Relais & Glamping), la chiave è proprio avere delle procedure chiare: dalla comunicazione della pet policy, alla possibilità di selezionare in anticipo le camere dedicate e dotarle di un “set up pet”, fino all’organizzazione delle amenities e dei servizi, che diventano un gesto di cura apprezzato dagli ospiti. Questo approccio aiuta non solo nella gestione interna, ma anche a consolidare l’esperienza di chi soggiorna con un animale.
L’esperienza degli albergatori
Qual è l’aspetto più importante della vostra pet policy e in che modo vi aiuta concretamente nella gestione quotidiana e nell’organizzazione interna?
Marta Corona: In quanto hotel pet friendly, ci teniamo a specificarlo chiaramente sui diversi portali di prenotazione. Nel nostro sito abbiamo anche inserito anche la possibilità di Upgrade Pet che ci permette quindi di organizzare l’arrivo, selezionare la camera, allestirla con le amenities dedicate e rendere il soggiorno il più confortevole possibile. Qualora ci fossero degli arrivi last minute, abbiamo sempre a disposizione una camera con allestimento “Pet”.
Anna Barberini: Per noi di Be Vedetta Relais & Glamping, il cuore della pet policy è la chiarezza: ospiti e collaboratori sanno esattamente cosa aspettarsi. Questo ci permette di gestire la struttura senza stress, organizzare gli spazi e garantire che ogni ospite, umano o a quattro zampe, viva l’esperienza al meglio. Avere regole precise su aree dedicate, percorsi di passeggio e comportamenti degli animali ci aiuta a mantenere un equilibrio armonioso tra chi arriva con un cane o un gatto e chi invece viaggia senza.

Quali soluzioni pratiche o servizi avete introdotto che credete abbiano fatto davvero la differenza e migliorato l’esperienza degli ospiti con animali?
Marta Corona: Il nostro set up include il trapuntino, il sottociotola e le ciotole in due diverse misure, così da adattarsi al meglio alla taglia dell’animale. Oltre a questi accessori, ciò che fa la differenza e che i nostri ospiti apprezzano moltissimo sono sicuramente le “pappe” che forniamo. Si tratta dei doggy lunch box di Food for Dogs, con carne super premium monoproteica (a scelta tra due tipologie) e verdure. Sono proprio viste come una coccola per gli amici a quattro zampe. Unitamente, siamo sempre a disposizione per prevedere set up personalizzati su richiesta.
Anna Barberini: Abbiamo pensato a ogni dettaglio per far sentire i nostri ospiti con animali come a casa, ma con un tocco di lusso. In camera, ogni cane o gatto trova un kit speciale: ciotole, snack, un trapuntino per dormire nel letto insieme al padrone e perfino un accappatoio per asciugarsi al ritorno dal mare. Ma non ci siamo fermati qui: gli amici a quattro zampe possono stare con i loro padroni anche in piscina e al ristorante perché, diciamocelo, un cane tranquillo al tavolo rende tutto più conviviale e se si sporcano c’è il giardino attrezzato per lavarli senza stress. Abbiamo anche aree relax e percorsi sicuri immersi nella natura della Maremma, e forniamo consigli sui migliori itinerari dog-friendly della zona. Ogni piccolo gesto contribuisce a trasformare una vacanza in un’esperienza davvero indimenticabile.
Marta, essendo la vostra una struttura principalmente business le chiedo: qual è il un servizio che avete introdotto pensando in particolare ai viaggiatori business con animali?
Marta Corona: Di base, forniamo a tutti un cartellino “Non disturbare” insieme al Pet Kit, che indica esplicitamente la presenza in camera dell’animale, così da non bussare se l’ospite non è presente (magari appunto per esigenze lavorative). In tal modo anche gli animali che magari non sono abituati a viaggiare possono rimanere tranquillamente in stanza senza che vengano disturbati o che si possano agitare per la presenza di sconosciuti. Qualora necessario, poi, possiamo organizzare anche un servizio di dog sitting.
Pensa che la pet hospitality possa diventare quindi un plus anche nel segmento business, oltre che in quello leisure?
Marta Corona: Sicuramente. Consideriamo gli eventi: ne vengono organizzati alcuni che si protraggono anche per più giorni o che richiedono di passare almeno una notte in struttura. Non sempre ci si può assentare per troppi giorni avendo un animale a casa; di conseguenza, un servizio pet friendly per gli ospiti che soggiornano per motivi di lavoro, che dia il benvenuto e faccia sentire accolto il loro animale domestico, viene percepito decisamente come un plus. Inoltre, servizi come il dog sitting, possono essere un ulteriore incentivo per il segmento business.
Anna in che modo riuscite a garantire un’esperienza armoniosa e mantenere un buon equilibrio tra le esigenze degli ospiti con animali e quelle degli altri ospiti al BeVedetta?
Anna Barberini: Il segreto è la pianificazione: abbiamo aree dedicate, percorsi separati e orari di utilizzo condivisi per minimizzare eventuali interferenze. Comunichiamo sempre in anticipo le regole della struttura e chiediamo rispetto reciproco. In più, il nostro staff è formato per gestire situazioni delicate con tatto e attenzione. Così, chi arriva senza animali non percepisce alcun disagio, mentre chi arriva con i propri amici a quattro zampe si sente accolto e rispettato. È un equilibrio che richiede cura, ma una volta trovato, la soddisfazione di tutti gli ospiti cresce enormemente.

(foto @stefanobrenna)
Cosa consiglierebbe ad una struttura che vuole diventare pet friendly senza perdere la propria identità e mantenendo alti gli standard?
Anna Barberini: Consiglio innanzitutto di partire dalle proprie radici e dal proprio stile: non serve trasformare la struttura in un parco giochi per animali, basta integrare i servizi in modo armonioso. Puntate sulla qualità, non sulla quantità: piccoli dettagli ben studiati come una ciotola elegante, percorsi naturali sicuri, o un angolo relax dedicato possono fare la differenza. Formare lo staff è fondamentale: un team preparato e consapevole sa come far sentire ogni ospite, umano o animale, a proprio agio, senza compromettere l’identità della struttura.
Guardando al futuro, secondo voi, come evolverà nei prossimi anni la richiesta di pet hospitality negli hotel di fascia alta?
Marta Corona: Gli animali domestici sono veri e propri membri della famiglia. Ciò implica che molte persone vogliano vivere anche l’esperienza della vacanza insieme a loro. Le strutture alberghiere in questo senso si stanno adeguando e credo che il futuro, soprattutto negli hotel di fascia alta, sarà comprendere davvero che gli amici a quattro zampe sono dei veri e propri ospiti che vanno accolti e coccolati al pari dei loro umani.
Anna Barberini: La domanda crescerà sicuramente: sempre più viaggiatori considerano gli animali parte della famiglia e cercano esperienze di alto livello dove possano sentirsi inclusi. Vedremo un’evoluzione verso servizi sempre più personalizzati, dal cibo pet-friendly alle esperienze dedicate, senza rinunciare all’eleganza e al comfort. Chi riuscirà a combinare lusso e accoglienza per animali, come facciamo noi a Be Vedetta, offrirà un vantaggio competitivo enorme: oggi gli animali non sono più un extra, sono parte integrante dell’esperienza di viaggio.
Equilibrio armonioso
Sono quindi i piccoli dettagli pensati con coerenza a fare davvero la differenza. Le persone considerano il proprio animale parte integrante della famiglia, e questo si riflette nelle scelte di viaggio e nelle aspettative di servizio. E per garantire un equilibrio armonioso, non basta quindi solo “accettare” animali: è fondamentale definire regole chiare, procedure operative e servizi dedicati per rispettare e garantire comfort a tutti i clienti.
Una Pet Hospitality integrata non è un “di più”, ma un elemento sempre più rilevante nell’esperienza complessiva dell’ospite. Per una struttura ricettiva quindi, strutturarsi in modo semplice ma efficace con una pet policy coerente, significa offrire un’esperienza di ospitalità più ampia e soddisfacente.
E quando un hotel riesce a far sentire tutti gli ospiti, sia a due che a quattro zampe, realmente benvenuti, quella struttura non solo migliora la guest experience, ma costruisce anche reputazione e fedeltà.
thanks to@Francescadondi

